Come crei una presentazione di impatto con lo storytelling?

 

Oggi impareremo ad usare lo storytelling per creare una presentazione efficace, chiara e concisa, che abbia un impatto sul nostro pubblico di riferimento.

Do something great

 

PREMESSA

Imparare a costruire presentazioni di valore è essenziale, perché ci permette di:

  1. essere più sicuri e consapevoli e affrontare con più forza le sfide e i cambiamenti
  2. ottenere un seguito nel proprio ambiente di lavoro, comunità e in generale comunicare meglio in tutte le aree della nostra vita
  3. sviluppare abilità parallele come il pensiero critico, l’ascolto e la comunicazione non verbale
  4. elaborare messaggi concisi e chiari

In qualità di esseri umani abbiamo un’inclinazione naturale a raccontare storie per connetterci agli altri, influenzarli, e per dare un senso alla realtà. Questo aspetto diventa ancora più significativo se applicato al public speaking.

Paul J. Zak, fondatore e direttore del Center for Neuroeconomics Studies, sostiene che

neurobiology of storytelling is relevant to business settings

(le neurobiologia dello storytelling è rilevante negli ambienti lavorativi). Sperimenti dimostrano che le storie emozionali contribuiscono ad una migliore comprensione e memorizzazione dei punti salienti di una presentazione. Questo perché le storie avvincenti smuovono delle sostanze come l’ossitocina, che ci permette una maggiore connessione, il cortisolo, che aumenta la consapevolezza, e la dopamina, che amplifica il piacere. Si intuisce quindi che tipo di influenza possiamo avere sui ‘cervelli’ dei nostri ascoltatori.

PRINCIPALI TECNICHE DI STORYTELLING 

Ora analizzeremo quattro possibili modi di realizzare una presentazione di valore utilizzando le potenzialità dello storytelling.

Eccoli:

  1. Il viaggio dell’eroe
  2. La struttura in tre atti
  3. Lo storytelling della Pixar
  4. Sparklines

 

1) Viaggio dell’eroe

Partiamo dal viaggio dell’eroe teorizzato dal famoso mitologo Joseph Campbell, che ha scoperto il monomito, una struttura universale di storia, che racconta la vita di un personaggio principale attraverso una sequenza di tappe.

Premettiamo che un pubblico si sente più coinvolto in una storia di trasformazione, in cui c’è un cambiamento di stato del protagonista.

Di seguito una rappresentazione grafica  del ‘viaggio’ tratta dal corso  da me sostenuto. L’eroe inizia la sua avventura in un mondo ordinario, che ben conosce e che lascia per rincorrere la sua chiamata, fatta di prove e pericoli, inclusa  la tentazione di ritornare al già conosciuto. Ma la guida di un mentore lo sprona a continuare e a compiere la sua  trasformazione, ritornando ‘a casa’ cambiato.

 

Viaggio dell'eroe

Queste le tappe principali del viaggio dell’eroe:

  1. Chiamata all’avventura: un evento spinge il protagonista a muoversi
  2. Intervento di un supporto soprannaturale
  3. Superamento della prima soglia e inizio della trasformazione con l’assistenza di un mentore
  4. Pericoli, minacce e tentazioni
  5. Morte e rinascita, nell’abisso rivela se stesso, la sua essenza
  6. Trasformazione
  7. Espiazione
  8. Ritorno a casa

Se vogliamo traslare questo schema a livello di business possiamo condurre la nostra audience attraverso questo percorso:

  1. Individua un problema all’interno della tua azienda: ad esempio una scarsa comunicazione nei team di lavoro
  2. Il tuo gruppo di lavoro decide di assumersi il compito di trasformare questa modalità
  3. Vengono assoldati coach e mentor, che aiutano a migliorare la comunicazione
  4.  Nuove pratiche e strumenti rispetto a quelli adottati in precedenza vengono messi in campo
  5. Si ritorna quindi al lavoro con un approccio completamente diverso per comunicarsi
  6. Si condividono le skill apprese e l’azienda e il team è pronto a compiere un passo avanti conquistando nuovi orizzonti

2) La struttura in tre atti

Tre atti

(immagine tratta da Presenting your work with impact, University of Leeds)

 

E’ una struttura molto usata nello spettacolo: le produzioni cinematografiche e teatrali ne hanno dimostrato l’efficacia. 

La sequenza è questa:

  • Primo atto: si conoscono i personaggi, il loro mondo e momento di vita e si cerca di attrarre l’attenzione e il coinvolgimento del pubblico.
  • Secondo atto: si inserisce un conflitto, in cui la posta in gioco cresce ed è solitamente l’atto più lungo.
  • Terzo atto: vi è la ‘risoluzione’ ed è la parte più breve della storia.

L’intensità emotiva gradualmente sale e riscende nel primo e secondo atto e raggiunge il suo massimo picco nel climax all’inizio del terzo atto prima che la risoluzione porti con sé la distensione finale.

Se trasponiamo questa struttura in ambito business, l’escalation è questa:

  • Esposizione del problema da risolvere.
  • Approfondimento del contenuto, ad esempio un nuovo team e un nuovo business model. Il climax è far vedere come la nuova strategia funziona sul mercato
  • Individuazione della risoluzione. Si esprime ciò di cui si ha bisogno e la visione futura, affinché il team ne sia convinto e supporti il progetto

Ed ora due tecniche di storytelling più attuali:

3) Lo storytelling della Pixar

La struttura generale è:

C’era una volta…

Ogni giorno…

Poi un giorno…

A causa di questo e quello…

Finché alla fine…

 

Steve Jobs, fondatore della Apple, utilizzava alla perfezione questa tecnica, perché sapeva che lo storytelling è uno degli strumenti più potenti per fare marketing. La presentazione dei suoi prodotti era condotta sempre in modo molto teatrale e narrativo.

Questo video ne è un esempio lampante e famosissimo!

Se si vuole approfondire questa modalità di racconto è interessante leggere le 22 regole che Emma Coats, story artist alla Pixar e oggi in Google, ha twittato su come si acquisisce una saggezza narrativa.

 

4) Sparklines

L’inventrice di questa tecnica, che si fonda sul contrasto, è Nancy Duarte, scrittrice e specializzata in tecniche di comunicazione. Analizzando a fondo uno dei discorsi più famosi della storia, I have a dream di Martin Luther King, ha compreso come il flusso del suo discorso si dispiegava in un alternanza tra ciò che è e ciò che potrebbe essere fino ad approdare ad una situazione finale ideale. 

In ambito business un esempio è la presentazione tenuta da Elon Musk su Tesla Powerwall, in cui la forza di una idea risiede nella sua capacità di migliorare una situazione presente. E per fare questo ci si appella, oltre che ad uno stile metaforico, fatto di ripetizioni, assonanze anche ad un discorso al tempo stesso emozionale e razionale. 

 

Video Nancy Duarte in cui analizza il discorso di Martin Luther King

LA TUA PRESENTAZIONE

Dopo aver analizzato alcune tecniche principali tra quelle più usate è ora di scrivere la tua presentazione!

Ma prima di partire due sono le domande fondamentali, che è necessario porsi:

  • Quale è la tua intenzione (risolvere un conflitto, porre dei nuovi obiettivi lavorativi rispetto al passato, carpire l’attenzione della tua audience su un tema sensibile…).
  • Qual è il tuo pubblico e cosa vuole sapere.

Dopo aver fissato questi due punti si passa a creare i contenuti per veicolare il nostro messaggio. Ci sono cinque passaggi fondamentali, che permettono di scrivere storie avvincenti:

  1. la presenza di un personaggio forte o di uno scopo convincente, che attragga per complessità e completezza
  2. Una struttura. Come abbiamo precedentemente analizzato, questa offre un percorso di senso dove inserire il nostro messaggio
  3. Una trama, che racconti di una trasformazione o una scoperta, anche complessa
  4. Autenticità: è ciò che più lega il pubblico alla nostra reale intenzione
  5. Coinvolgimento dell’audience: se si conosce molto bene il contenuto da trasmettere si può creare una relazione più profonda con chi ci ascolta
  6. Il gancio: essere chiari, diretti e concisi  fin dall’inizio aiuta ad incrementare l’attenzione sulla posta in gioco del nostro storytelling

Ma in pratica come si crea una presentazione?

L’obiettivo è creare uno presentazione visiva, che sia capace di esprimere i punti salienti del proprio contenuto. E’ necessario in primis avere un testo narrativo scritto e sarebbe utile lavorare su due bozze per poi scegliere quella di riferimento. 

La prima azione è quello di suddividere il testo in paragrafi e capire se ad ognuno va assegnato una slide oppure se più paragrafi possono corrispondere ad un’unica slide. Il passo successivo è creare uno storyboard e chiedersi che aspetto può avere ogni singola parte. Come questa può rinforzare o illustrare  il messaggio da trasmettere e la percezione che si vuole dare di sé e della propria azienda.

E’ utile quindi definire se una slide sarà visiva (con illustrazioni o foto), testuale (fatta di parole o statistiche) o informativa (con un grafico o un’ infografica).

La parte testuale deve essere ridotta e  – se si aggiungano frasi o citazioni  – lo si fa solo se si ha intenzione di leggerle durante la presentazione.

Può essere interessante registrarsi con il cellulare per testare la coerenza e completezza del nostro discorso. Inoltre, per sostenere il messaggio e l’identità di brand, è possibile creare delle slide di riempimento con il proprio logo o un immagine mirata.

Importante è che il focus rimanga su di noi, la nostra presentazione non deve ‘competere’ con noi ma solo sostenerci.

Gli strumenti più comuni per creare una presentazione, sono: 

PowerPoint; Microsoft Sway; Google Slides; Prezi e SlideShare.

Infine in una rappresentazione grafica è fondamentale la qualità dell’aspetto visivo.

Vision is our dominant sense: Some 70% of all the sensory receptors in the body are in the eyes, and nearly half of the cerebral cortex is involved in some aspect of visual processing”.

Elaine Marieb and Suzanne Keller hanno sottolineato l’importanza del visuale in ‘Essentials of Human Anatomy & Physiology’.

Il font, il colore e le immagini diventano quindi i nostri principali alleati

Il carattere trasmette un messaggio e può essere ad esempio interessante unire un font regolare (diretto e schietto) con un corsivo, che dà più enfasi. Se vogliamo approfondire questo aspetto, Canva, software di editing di immagini, dedica una sezione a come scegliere il carattere giusto a seconda del contenuto > qui.

Il colore definisce la nostra identità di brand e se pensiamo che nei primi 90 secondi noi siamo in grado soprattutto in base al colore di farci un’impressione di ciò che vediamo (prodotto, persona, ambiente), capiamo l’importanza di questo elemento. Vi lascio quindi un articolo e un immagine sul messaggio che un colore può tramettere.

Messaggi dei colori

Colourlovers è una comunità internazionale di designer che condividono palette, idee su come creare e combinare i colori per fini personali o progetti professionali.

Infine le immagini, capaci di parlare molto più delle parole, e quindi devono essere di buona risoluzione, complementari al contenuto e chiare nel significato.

 

Per concludere la nostra trattazione su come creare presentazioni efficaci non è possibile non soffermarsi su come rendere il nostro show il più possibile di successo.

Quali accorgimenti usare?

Make the Point, Give the Plan, Tell the Story” (fai il punto, stabilisci un piano e racconta una storia)

 1) Imparare molto bene il contenuto: più sai quello che devi dire, più puoi giocare con il tuo messaggio, e stabilire una relazione naturale con il pubblico. La presentazione diventa un dono che tu fai a chi ti ascolta. Per fare questo può essere utile ricordare pochi punti significativi.

2) Per essere sciolto si può ricorrere a qualche tecnica di respirazione o scaldare la voce con qualche esercizio vocale.

3) Curare i movimenti del corpo: usare un atteggiamento aperto, solare e le espressioni del viso per esprimere il contenuto. Non è necessario muoversi troppo, gesticolare, ma usare pochi movimenti in linea con quello che si dice, tenendo sempre una postura dritta e le braccia in posizione mediana. 

4) Guardare il pubblico e non distogliere lo sguardo, perché  questo trasmette fiducia e presenza.

5) Usare un linguaggio semplice ma specifico, come se stessi conversando con loro.

6) Informarsi sul set della tua presentazione in anticipo, in modo da stabilire dove ti posizionerai e dove verranno proiettate le slide, affinché siano un supporto ma mai le vere protagoniste. 

7) Prepararsi molto bene, rimanendo se stessi. Stiamo conducendo il nostro pubblico attraverso un viaggio di formazione per renderlo più esperto e aprendolo a nuove possibilità. Non perdere il focus!

 

Siamo arrivati alla fine di questo ciclo di articoli su come migliorare le nostre abilità lavorative, mi auguro di esserVi stata di aiuto e rimango come sempre qui se volete approfondire o farmi delle domande!

Storybizzer Anna Caccia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to top