Puntate del Podcast

065 La bicicletta di Jovanotti: una contro-narrazione sul colore

Questa puntata nasce dai miei primi incontri post quarantena: il colore della bicicletta di Jovanotti, il nuovo gelato della Magnum e il passeggino di mio figlio Enea. Di per sé non hanno importanza, ma l’apparenza inganna e se dedicherete 10 minuti alla puntata capirete il motivo.

Indice

Le storie e i colori come interagiscono. Dalla bicicletta di Jovanotti al gelato rosa della Magnum: due narrazioni agli opposti

Non so cosa abbiate fatto voi appena usciti dal lockdown, ma io ho portato mio figlio Enea a fare una passeggiata.  Mi sono trovata così di fronte a un fatto apparentemente banale, ma che mi ha portata a voler approfondire l’argomento dal punto di vista del marketing e della comunicazione, ma anche storico culturale.

Il colore rosa del passeggino di mio figlio Enea inevitabilmente porta tutti a reputare che Enea, nonostante il nome e l’aspetto, sia una femmina.

Durante la passeggiata sono andata al bar per un gelato e ho trovato il nuovo gelato Magnum: il Ruby. Un gelato rosa il cui target sono le donne. Da cosa si capisce? Lo analizzo nella puntata.

Mentre sorseggiavamo una birra Andrea, mio marito, mi ha ingenuamente mostrato una foto in cui c’era la bicicletta di Jovanotti: una Pinarello Dogma rosa.

Troppi i segnali per non coglierli. Così questa puntata è dedicata al colore rosa, alla sua potenzialità narrativa, di comunicazione e culturale.

Il colore infatti è fondamentale nella comunicazione aziendale. Un’azienda sceglie i suoi colori basandosi sul loro significato, sul significato culturale. Ma lo stesso significato è vittima di un tempo. Così un’azienda scegliendo un colore potrebbe essere anche artefice di una contro-narrazione fondamentale per la sua strategia aziendale ma con risvolti anche sociali.

Sport in rosa: quando e perché il rosa dal maschile è passato al femminile

La scelta del colore della bicicletta di Jovanotti non mi stupisce. Già da tempo il rosa fa parte della comunicazione e dell’immagine di Jovanotti.

Neppure il telaio rosa è una novità per un uomo. Infatti già altri prima di lui lo avevano scelto come per esempio Rohan Dennisper.

Il rosa è anche  il colore della Gazzetta dello Sport di cui il principale lettore è uomo. Questa scelta nacque dal fatto che la carta rosa nel 1899 costava meno di quella verde inizialmente usata.  Così per associazione rosa fu anche la maglia  del giro d’Italia del 1935.

Erano ancora anni in cui il rosa era un colore maschile.

Non ci credete? Ascoltate la puntata per sapere come dal maschile il rosa è finito ad essere un colore femminile.

Vi dico solo un nome Elsa Schiaparelli la cui storia sarà oggetto di un approfondimento sul blog di Storybizz.

Nonostante lo sport a due ruote sia pieno di rosa, la scelta di Jovanotti  può avere risvolti sulla narrazione intorno a un colore e sull’uso del colore nel marketing.

“Il miglior destino per un colore è quando nessuno vedendolo sa come chiamarlo” John Ruskin 1859.

Contro-narrazione e storia valoriale nella comunicazione aziendale. Un’idea per una strategia basata sul valore della libertà.

Nell’ultima parte di Storybizz vediamo come un’azienda potrebbe realizzare una strategia basata sui valori proprio usando i colori. Anzi il colore rosa. 

Questa puntata fa parte di una serie di episodi che prendono in considerazione i temi esistenziali di una strategia basata sullo storytelling. Nella puntata dedicata alla campagna #BellLetsTalk avevamo visto un possibile uso del  tema esistenziale della salvezza.

Music Credit: www.bensound.com – www.soundeffectsplus.com

 

064 Social Innovation e Startup

Nella puntata odierna di Storybizz parliamo di Social Innovation. Vedremo insieme: il significato di Innovazione Sociale, quali sono gli ambiti coinvolti, la differenza tra Social innovation e impresa sociale, alcuni esempi di Startup italiane che hanno creato innovazione sociale.

063 Come fare pubblicità su Spotify: le novità 2020

In questa puntata di Storybizz vi diciamo passo passo come fare pubblicità su Spotify e vi regaliamo anche qualche trucco. Il servizio musicale lanciato nel 2008 da una start up svedese è sempre più social anche grazie alla nascita di Tastebuds.

Inoltre, a fine marzo 2020, la piattaforma creata da Daniel Ek ha apportato dei cambiamenti per gli inserzionisti italiani molto interessanti soprattutto per le piccole e medie imprese. Cambiamenti che potrebbero modificare le sorti delle pubblicità sui social e soprattutto su come impostare la pubblicità in Spotify.

062 Prada: una storia lunga più di un secolo

Ci sono storie di famiglie che non smettono di stupirci: Prada è una di queste, che negli anni ha dimostrato la sua capacità di cogliere lo spirito dei tempi e di trasformarsi non smettendo mai di stupire…

061 Storytelling e startup: come usare la narrazione per l’elevator pitch – di Silvia Floris

Storytelling e startup è un binomio vincente? Abbiamo preparato un contenuto extra: un prontuario sintetico e succoso in 8 punti, su come usare la narrazione per il vostro elevator pitch!

060 Venture Capital e Startup

Nella puntata di oggi, ho avuto il piacere di intervistare Lisa Di Sevo, partner della società di Venture Capital PranaVentures e Presidente di SheTech Italia, network internazionale che sostiene l’imprenditoria femminile nel tech.

Venture Capital e Startup. Intervisa a Lisa Di Sevo
Che cos’è il venture capital?

Secondo la definizione di Wikipedia, il Venture Capital è l’apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo. Le startup sono aziende che, per  la natura delle attività e per il loro stadio di sviluppo, non risultano finanziabili dai tradizionali intermediari finanziari (come ad esempio le banche).

Infatti, un fondo di Venture Capital è disposto a sopportare un alto rischio a fronte di un rendimento futuro atteso altrettanto elevato.

Ottenere capitale di rischio è diverso dall’ottenere un prestito da un finanziatore.

I creditori hanno il diritto legale di interessi su un prestito e rimborso del capitale, a prescindere dal successo o il fallimento di un’azienda.

Il capitale di rischio, invece, è investito in cambio di una quota di partecipazione nel business.

In qualità di azionista, il ritorno del venture capitalist dipende dalla crescita e dalla redditività del business.

059 Internal Storytelling: come sviluppare cultura aziendale e coesione nel team

Nella puntata numero 59 di Storybizz, condotta da Nicola Di Grazia, scoprirai l’internal storytelling: come unire il marketing interno e la narrativa, per dare più motivazione agli impiegati e collaboratori di una azienda, aiutarli a comprendere e abbracciare una missione comune.

Internal Storytelling: cosa è?

Le grandi comunità sono spesso unite da un libro romanzato o biografico  che ispira e indica i valori alle persone che la seguono. Anche una “tribù” aziendale potrebbe avere un suo testo di riferimento: un suo libro “fondativo”. In altri termini, è storytelling usato principalmente per il marketing interno: come strumento di impatto nella cultura aziendale, di coesione. 

Come le storie si ricordano 22 volte più dei fatti, il consiglio è di non preferire, come libro di riferimento da condividere in azienda, un testo tecnico o un saggio – ce ne sono tanti, da Napoleon Hill a Simon Sinek – ma piuttosto qualcosa di fiction. Sono testi con diverse metafore, simbologie, come “L’alchimista”, “Il libro della Giungla”, “Il marziano” ed altri che troverai citati in questo link.

Altra lista di libri narrativi, adatti al mondo del business, la leggi qui.

Step 1: libreria interna all’azienda

Non è certo semplice scegliere il libro “fondativo” della propria azienda. Da dove si inizia?

Un primo passo verso la scelta del proprio libro ispirazionale d’azienda, potrebbe essere la creazione di una libreria interna all’impresa. Favorirà l’abitudine alla lettura, lo scambio di libri tra collaboratori e impianterà progressivamente nella cultura aziendale l’importanza di comprendere la realtà e l’identità attraverso i testi.

Ne parlo per esperienza e approfondisco in questa puntata di Storybizz.

Ascolta “Come la Narrativa diventa strumento di coesione aziendale – di Nicola Di Grazia” su Spreaker.

058 Penso dunque racconto

La prima puntata del 2020 prosegue il capitolo dedicato a narrazione e intelligenza artificiale, cominciato con l’episodio 34 dedicato a DolbyE’ stata ispirata dalla lettura del libro di Joseph SassoonStorytelling e intelligenza artificiale. Quando le storie le raccontano i robot” pubblicato da Franco Angeli Editore nel 2019.

Penso dunque racconto. Hardwired for stories.

Di cosa parleremo in questo episodio?

  • La storia del genio matematico Alan Turing,  il suo contributo alla decodifica di Enigma e l’importanza delle sue teorie e ricerche per l’avvento dell’era dei computer e per il dibattito su intelligenza artificiale e coscienza delle macchine.
  • Intelligenza artificiale e storytelling. A che punto siamo tra sperimentazioni e collaborazione concreta uomo-macchina? In che modo l’intelligenza artificiale contribuisce alla creazione di contenuti? Qual è il suo valore aggiunto? Quali i suoi limiti? Quali le implicazioni a livello etico?

Alan Turing

 

Alan Mathison Turing 1912-1954. E’ stato un matematico inglese, considerato padre dell’informatica e profeta dell’intelligenza artificiale.
Negli anni ‘30, prima ancora dell’invenzione del computer, Turing teorizza la natura e i limiti  teorici delle macchine logiche.
Durante la seconda guerra mondiale fece parte dell’unità di crittoanalisti di Bletchley Park reclutati per la decodifica dei codici di Enigma, la macchina crittografica tedesca utilizzata per le comunicazioni militari delle potenze dell’asse.
Nel 1950 crea il criterio, chiamato Test di Turing o Imitiation Game, per determinare se una macchina è in grado di avere un comportamento intelligente, equivalente o indistinguibile da quello “umano”.

Approfondimenti

  • L’uomo che sapeva troppo” di David Leavitt (Codice Edizioni)
  • “Alan Turing. Una biografia” di Andrew Hodges (Bollati Boringhieri)

Hardwired for stories

Nel mondo anglosassone si dice l’uomo sia stato “hardwired for stories” programmato per le storie.
Ancora pochi anni sembrano dividerci da un passaggio epocale. La transizione da un sistema artificiale come semplice strumento a servizio dell’uomo, a un’intelligenza artificiale storyteller a tutti gli effetti ed in grado di contenderci il primato di un’ impresa da sempre esclusivamente umana, come il racconto.

Il libro

Lo storytelling incontra l’intelligenza artificiale. La prospettiva di un esperto di storytelling e l’inarrestabile intreccio di presente e futuro tra sperimentazioni e casi concreti di applicazione.

Joseph Sassoon è membro del comitato scientifico dell’osservatorio di Storytelling, docente, ricercatore e consulente.
E’ autore di libri sui temi della comunicazione di marca inquadrati nella prospettiva dello storytelling.

Credits Musiche: www.bensound.com

 

 

057 Heritage Marketing. Diadora, un caso italiano

Heritage marketing ovvero la strategia che promuove e valorizza un’azienda attraverso quelle sue caratteristiche che non possono essere né copiate e né falsificate perché fanno parte dalla storia del brand.

In questa puntata di Storybizz sentirete parlare:

  1. Heritage marketing: che cos’è
  2. Quali aziende possono usare questa strategia e quali gli strumenti
  3. Caso in esame: Diadora. Come l’Heritage Marketing ha salvato l’azienda italiana.heritage marketing storia di passione

Heritage Marketing, l’importanza della storia

Con Heritage Marketing si intende la strategia che pone l’accento sull’importanza della storia di un marchio per promuoversi. Tra i suoi strumenti più diffusi vi sono i musei d’impresa, le pubblicazioni, i prodotti celebrativi e i musei digitali.

Quando si decide di puntare sulla storia del brand per conquistare nuovi clienti o fidelizzare quelli che già si hanno bisogna  tenere in considerazione il presente e il passato dell’azienda mettendo la proiezione per il futuro. 

Il messaggio che deve passare è: l’azienda dura nel tempo e sempre durerà grazie alle sue caratteristiche peculiari. 

Non tutte le aziende però possono fare leva sul vissuto dell’azienda per il proprio posizionamento. Nel 2007 Balmer ha definito il Quoziente di Heritage di un’azienda.

Scopri qual è il Quoziente di Heritage della tua azienda o dell'azienda cliente: ascolta questa puntata di Storybizz.

Diadora, un caso italiano

Ascolta la puntata di Storybizz per scoprire come Diadora ha usato l’Heritage Marketing per riposizionarsi sul mercato. Come Enrico Moretti Polegato è stato l’aiutante magico di un eroe, l’azienda, che rischiava di cadere. Perchè usare sport e storytelling è un’arma vincente anche nel settore dell’abbigliamento.

La strategia messa in campo da Polegato ha la sua massima espressione nella collezione primavera/estate 2020. Infatti, le scarpe iconiche Diadora camminano dalle teche del Museo aziendale fino alle strade del XXI secolo.

Credits Musiche: www.bensound.com – www.soundeffectsplus.com

→ Per approfondire, ascolta anche l’intervista di Silvia Floris a Marco Montemaggi

056 Giorgio Armani. Una vita che si racconta da sé

Chi nasce con un talento spesso non è cosciente ma c’è sempre un incontro, un’esperienza che lo chiarisce.
Questo è successo anche a Giorgio Armani.

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