Autore: Lorenzo Abagnale

LA- Podcast consigliati per speaker ispirati (StoryVoicing #06)

Un buon modo per esercitarci con il “parlare bene” è avviare un podcast, un medium che sta vivendo un vero momento d’oro.

Se non sappiamo da dove iniziare, possiamo lasciarci ispirare da questi podcast consigliati.

Podcast consigliati: una premessa

In questa lista non troverete una classificazione scientifica dei podcast italiani (spoiler: non ne esistono ancora) né una compilation esaustiva dei migliori podcaster della Penisola.

Piuttosto, troverete delle suggestioni.

In questi podcast consigliati vi sono esempi di stili di conduzione e di narrazione differenti, ognuno con una propria voce, una propria identità e una propria efficacia, a seconda delle finalità comunicative che il, la o i podcaster si sono prefissati.

Il comunicatore che è in me ha preferito optare per una selezione “di pancia”, sulla base della mia esperienza di osservazione, studio e ascolto del mondo del podcasting dal non così vicino 2012.

Ci sono molti altri podcast di valore, lì fuori, nel panorama mediale italiano?

Sicuramente.

Ci sono altri ottimi esempi di podcast che consiglierei?

Assolutamente sì.

Cercate su Google: le liste si sprecano.

Ma ho notato che vengono consigliati più o meno sempre gli stessi (e non senza merito, sia chiaro).

Ho preferito quindi dare spazio ad alcuni progetti altrettanto validi, nella maggioranza dei casi fatti da “persone comuni” che un bel giorno hanno deciso di far sentire la propria voce e metter su il proprio podcast, pur – salvo alcuni – senza avere alcuna esperienza di speakeraggio, recitazione o conduzione radiofonica.

E con ottimi risultati, a mio avviso.

 Podcast consigliati

Photo Credit: Soundtrap on Unsplash

Lasciarsi ispirare non vuol dire copiare

Va da sé che non voglio spingere nessuno a copiare il progetto, il tono di voce o lo stile di storytelling di nessun altro.

Piuttosto, il mio è più un “Guardate! Sono persone come voi, sentite che bravi! Potete riuscirci tranquillamente anche voi!”.

Qualcosa del genere.

Inforcate le cuffie o accendete le casse, segnatevi gli show che vi consiglio in questo episodio di StoryVoicing e immaginate quale stile sentite più vicino a voi.

Oppure inventatene uno tutto vostro!

La cosa bella del fare podcasting è che è ancora tutto un terreno di frontiera: non ci sono ancora regole codificate ma solo tanto buon senso, gusto personale e creatività.

E, soprattutto, sperimentazione: sarà chi vi ascolta a guidarvi nelle scelte.

Ed ecco i podcast consigliati dal CopyVoicer!

Insomma, è arrivato il momento di premere play!

Come sempre, trovate l’episodio incorporato nel player in alto in questo articolo.

Oppure basterà cercare StoryBizz su Spotify o su Spreaker.

Buon ascolto, futuri podcaster!

LA- Esercizi di recitazione (StoryVoicing #05)

Provate a migliorare il vostro modo di parlare con questi esercizi di recitazione.

 

Esercizi di recitazione: a cosa servono?

Nel precedente appuntamento di StoryVoicing vi raccontavo chi è e cosa fa un voice actor, ossia un attore vocale.

Un attore vocale è colui che recita con la voce.

Ma perché è importante saper recitare per parlare bene?

Tutto ha a che fare con la capacità di incanalare le proprie emozioni e utilizzarle per dare “sapore” e “corposità” a ciò che si dice, pur rimanendo spontanei e credibili.

Trovo che il “parlare bene” sia strettamente collegato al “saper raccontare“, dunque al concetto di storytelling, e per raccontare bene con la voce bisogna saper calibrare la propria emissione, avere una dizione pulita e chiara, scegliere il tono giusto a seconda del mood da trasmettere, e così via.

Ecco perché, a mio avviso, per parlare bene occorre saper recitare almeno un po’.

Nel mio particolare percorso da comunicatore ho esplorato più volte il mondo della recitazione attraverso corsi di dizione, laboratori teatrali, spettacoli portati in scena e naturalmente il mio mestiere di voice actor che svolgo dal 2016.

In queste mie esplorazioni ho assimilato e messo a punto un po’ di tecniche per “parlare bene” (anche se non si finisce mai di imparare!), che mi sono state trasmesse nel tempo da diverse fonti e che, per la prima volta, ho l’occasione di condividere a mia volta.

Ed ecco, dunque, che ho preparato per voi qualche esercizio di recitazione per aiutarvi a migliorare da oggi stesso il vostro modo di comunicare con la voce.

 

Dizione, articolazione, interpretazione

La recitazione, ai fini di questo progetto (ossia rendere più efficace il nostro parlato), può essere scomposta nei seguenti aspetti:

  • dizione, o per essere più precisi ortoepia: la pronuncia corretta delle parole
  • articolazione: il modo in cui muoviamo la bocca e la lingua per emettere i suoni
  • interpretazione: le emozioni che vogliamo trasmettere

Piccolo spoiler: per la dizione ci vorrebbe un intero corso o manuale (e nell’episodio ve ne consiglio uno, ma potete sceglierne anche altri).

E’ un argomento piuttosto lungo e articolato, impossibile da trattare con solamente un paio di regolette o esercizi.

Ma non scoraggiatevi!

Tutto si può fare, specie se riuscite a seguire un corso di dizione con un docente qualificato che vi darà esercizi e, soprattutto, saprà indicarvi gli errori che (inevitabilmente) compirete.

 

Quanto al resto, spero troviate utili gli esercizi di articolazione e interpretazione che vi propongo in questa sede.

Non sono che un punto di partenza, ma li trovo particolarmente efficaci e in grado di dare già dei primi ottimi risultati per migliorare il proprio modo di parlare.

 

Insomma, non resta che invitarvi a premere play!

Trovate, come sempre, l’episodio nel player in alto in questa pagina, oppure su Spotify e su Spreaker.

 

Buon ascolto!

LA- Recitare con la voce (StoryVoicing #04)

Recitare è una bella sfida. Recitare con la sola voce è una sfida ancora più bella.

Vediamo come può aiutarci nel “parlare bene” e migliorare la nostra comunicazione.

Recitare con la voce: chi è e cosa fa un voice actor

Se pensiamo a coloro che usano la propria voce per lavoro a cosa pensiamo?

Solitamente agli speaker radiofonici, ai presentatori, ai doppiatori.

Io stesso, per semplicità, talvolta mi presento come doppiatore quando voglio far capire in maniera rapida che lavoro nel campo della voce professionale.

Eppure, da “mezzo copywriter” quale sono (non a caso ho scelto di farmi chiamare “il CopyVoicer“), sono molto puntiglioso quando si tratta di dosare con cura ogni singolo vocabolo.

E sono consapevole che quando dico, sempre per amor di brevità, che sono un doppiatore, in qualche modo sto dicendo una inesattezza, o comunque non mi ritengo soddisfatto.

E lo stesso avviene se mi definisco genericamente “speaker”.

No, ci vuole un’altra parola.

Per un bel po’ di tempo ho cercato una qualche espressione che incapsulasse in maniera chiara e inequivocabile chiunque faccia della propria voce una competenza professionale, facendo però distinzione rispetto ad altri tipi di professionisti della voce (pensiamo ad esempio ai cantanti o, appunto, agli speaker radiofonici).

Poi, finalmente, l’ho trovata. Ma non nel vocabolario italiano.

C’è infatti un termine anglofono che identifica in maniera trasversale chiunque faccia del recitare con la voce la propria professione, pur senza necessariamente lavorare nella catena di produzione del doppiaggio o in radio.

E questa parola è voice actor.

Attore vocale.

Talvolta viene indicato anche come voice artist o voice talent, ma actor lo trovo un termine più concreto e appropriato (e, se volete, dignitosamente umile).

In questo episodio vi racconto in cosa si differenzia il voice actor, tecnicamente parlando, dal doppiatore in senso stretto, pur essendone imparentato (e in molti casi un suo collega).

E soprattutto provo a spiegarvi perché, a mio avviso, essere un po’ “attori vocali” può aiutare il nostro parlare bene.

recitare con la voce

Photo Credit: Avel Chuklanov on Unsplash

Recitazione vocale: autenticità o finzione?

Recitare con la voce può sembrare un modo di intendere il parlato come qualcosa di finto.

Non è così, o almeno il sottoscritto non lo intende in questa maniera.

Per esperienza, azzardo ad affermare, che mettere un po’ di se stessi nella recitazione aiuta la propria interpretazione, tanto quanto mettere un po’ di “teatralità” nella vita di tutti i giorni aiuta il proprio modo di parlare.

Provo a spiegare quindi, in questo nuovo episodio di StoryVoicing, cosa possiamo “rubare” alle tecniche della recitazione per imparare ad esprimerci in maniera più efficace pur rimanendo noi stessi.

Trovate l’episodio, come sempre, incorporato nel player in cima a quest’articolo.

Oppure potete trovarlo su Spreaker e su Spotify.

Buon ascolto!

 

 

 

LA- Testo e voce: come affrontare una narrazione complessa (StoryVoicing #03)

Enunciare ad alta voce un testo lungo e complesso: come si fa?

Scopriamolo insieme!

 

Mettere in voce testi lunghissimi: niente paura!

Immagina questo scenario.

Ti chiedono di dar voce ad un video, che magari andrà sul canale YouTube dell’azienda in cui lavori.

E’ un contenuto che andrà a spiegare la storia della vostra startup, di cosa si occupa e in che modo può aiutare i vostri potenziali clienti. (Non è così improbabile: gran parte dei miei lavori di speakeraggio per il marketing consistono in questo, per le aziende dei miei clienti).

Ti sei procurato un bel microfono professionale, ti prepari a registrare, apri lo script e… cavolo, ma cos’è quella roba?!

Ti ritrovi un testo lunghissimo, pieno di paroloni e di periodi che non finiscono mai.

Sembra scritto da un Cicerone dei tempi moderni.

Ce la farai a “metterlo in voce” in maniera chiara e senza strafalcioni?

Ma certo che sì, grazie ai nostri consigli!

 

Testo e voce, i migliori amici dello speaker

Sembrerà banale, ma il testo è l’essenza del contenuto che andrai a mettere in voce.

Che si tratti di una presentazione, di una voce fuori campo per un video, di uno spot radiofonico, di una lezione o corso da registrare, di un podcast… tutto parte da un testo.

Da un buon testo, mi permetto di aggiungere.

E un buon testo, tendenzialmente, è scritto per essere comprensibile.

Tuttavia, un testo ben scritto non sempre è un testo breve.

E ciò che è chiaro in lettura non è detto che lo sia anche in ascolto.

Questo per diversi motivi: il lettore potrà gestire il proprio tempo di lettura, potrà eventualmente tornare all’inizio di una frase e rileggerla per coglierne più a fondo il significato, potrà soffermarsi su qualche parola più ostica.

L’ascoltatore, invece, dovrà affidarsi al parlante.

Nelle occasioni dal vivo avrà una sola chance per cogliere il significato e il messaggio di quella lezione, di quel corso, di quella presentazione.

Quanto alle occasioni multimediali, è vero che un video può essere “riavvolto” e dunque riascoltato ma, specie se non ci sono sottotitoli o slide di supporto, una “cattiva” voce narrante rischierà di essere incomprensibile anche al decimo o centesimo ascolto.

Ecco perché, quando sei tu a dover fare da voce narrante, devi tenere ben presente le esigenze del tuo ascoltatore.

E hai una missione: rendergli il più chiaro possibile il contenuto che andrai a mettere in voce.

Insomma, se in generale una buona comunicazione avviene (anche) attraverso un efficace storytelling, una buona comunicazione orale avviene (anche) attraverso una efficace narrazione in voce.

L’ottima notizia è che il testo è lì proprio per quello: per aiutarti a rendere efficace la tua comunicazione.

 

Cosa troverai in questo episodio

In questo episodio di StoryVoicing troverai consigli per affrontare senza timore testi lunghi o complessi.

Non solo!

Troverai indicazioni per maturare una tua musicalità nel parlato.

Proprio così: parlare bene, o per meglio dire parlare in modo efficace, significa anche “saper suonare una melodia con le parole”.

Che non vuol dire esattamente cantare, ma… ascolta l’episodio, per capire cosa intendo!

Infine, troverai qualche indicazione per essere a tua volta un bravo creatore di testi.

Perché uno speaker non necessariamente si ritrova a mettere in voce contenuti esclusivamente altrui, anzi: molte volte può capitare di creare contenuti propri con scrittura e voce (esattamente come faccio io: non a caso mi definisco “CopyVoicer“), e scrivere testi già “pensati” per l’audio può aiutarne la resa.

Insomma, spero che questo appuntamento possa facilitare la tua vita da speaker!

 

Trovi l’episodio in cima a questo articolo, nel player, oppure sulla piattaforma che preferisci, ad esempio su Spotify.

Buon ascolto!

LA- Come parlare in un podcast (StoryVoicing #02)

Tutti pazzi per il podcasting! Ma come parlare in un podcast?

Bentornati su StoryVoicing, il podcast che accende la nostra voce!

 

Perché parlare proprio in un podcast?

Il podcast è il medium del momento.

Secondo molti, il 2020 è stato l’anno dei podcast, anche se questa sensazionalistica espressione non mi fa impazzire.

Specie perché, a seconda delle fonti, è sempre “l’anno di qualcosa”, e già nel 2019 dicevo (e non ero il solo) che era un momento d’oro per avviare un podcast.

La buona notizia è che lo è ancora.

Fatto sta che questo medium relativamente nuovo (nasce negli U.S.A. a metà del primo decennio degli anni Duemila) da circa un paio d’anni ha visto crescere esponenzialmente l’interesse verso di sé, tanto nei consumi quanto nella produzione.

Il 2020, un anno già di suo particolare (per usare un eufemismo), ha scardinato buona parte delle nostre abitudini quotidiane, inclusi – evidentemente – i nostri consumi mediali: da un lato, più tempo da trascorrere in casa, il che potenzialmente significa più spazio per fruire di nuovi tipi di contenuto.

Dall’altro, più tempo per essere creativi: in molti sono diventati podcaster proprio nel 2020, passando da “Avrei un’ideuzza…” a “E’ uscito il decimo episodio” nel giro di pochi mesi.

E, come ogni medium che inizia ad attrarre una certa mole di pubblico, sta diventando sempre più uno strumento di comunicazione non solo per privati ma anche per imprese, start-up o grandi brand.

Insomma, non so se siamo nell’anno del podcast ma di sicuro esso sta vivendo un momento più che florido.

 

Voce-Podcast

Photo credit: TonySchnagl on pexels

Prima di parlare… Cos’è un podcast?

Ma, in tutto ciò, cos’è un podcast?

Rubo la definizione ad una delle moltissime fonti che è possibile reperire in rete, e sulle quali mi formo e informo costantemente (il podcast è un medium che cresce e si evolve, come tutti gli altri, mica si sta fermo!): PodcastInsights.

Un podcast è “un file audio digitale reso disponibile su Internet per il download […], tipicamente parte di una serie […]”.

Questa è solo una delle tante definizioni di podcast che possiamo trovare in giro, ma nessuna di quelle che ho trovato rende giustizia alle molte sfaccettature che questo medium può assumere.

Ecco perché, prima di capire insieme come si parla in un podcast, ho deciso di esplorarne le radici in questo nuovo episodio di StoryVoicing.

(a proposito: avete ascoltato il primo? Su!).

Parlare in un podcast: a ogni stile la sua voce

In questo nuovo appuntamento scopriremo quanti tipi diversi di podcast esistono.

E ogni tipo di podcast richiede un modo di parlare diverso, a seconda del format, dello stile di conduzione o narrazione che vogliamo adottare, del nostro pubblico di riferimento e così via.

Il bello di questo medium, tuttavia, è che non esistono ancora regole precise e codificate ma solo “best practices” o indicazioni da seguire, sulla base dell’esperienza di chi “gioca” con i podcast da tempo (ad esempio il sottoscritto: il mio primo podcast risale al 2012) o delle molte testate, blog, libri, corsi e materiale formativo e informativo che è possibile reperire sull’argomento.

Insomma, qui non troverete “la” strada ma qualche possibile sentiero da percorrere.

E imparerete a costruirvi un vostro stile di conduzione personale, o almeno è ciò che vi auguriamo.

Buon ascolto!

Il resto scopritelo ascoltando l’episodio, che trovate nel player in alto, oppure accedendo a StoryBizz dalla piattaforma che preferite.

E iscrivetevi al nostro show, mi raccomando!

LA-Nasce StoryVoicing, il podcast per parlare bene

Tutti sappiamo parlare. Ma come si fa a parlare bene?

E cosa vuol dire “parlare bene”?

C’è qualcosa che non va con la nostra voce, con il nostro modo di esprimerci?

Parlare bene per comunicare meglio

Tranquilli, non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Ognuno di noi, dalla nascita, è istintivamente portato a parlare.

Fa parte di noi, sia come esseri umani che come membri della società.

L’emissione di determinati suoni, unita ai significati che il nostro linguaggio di appartenenza fornisce loro, fa sì che crescendo impariamo più o meno automaticamente a comunicare attraverso la voce.

Diventando grandi, il nostro modo “istintivo” di parlare si evolve, cresce con noi, si arricchisce di sfumature, di connotazioni dovute alla nostra comunità di riferimento (la nostra famiglia, la nostra città, la nostra regione), alla nostra cultura, alla nostra professione e così via.

Questo fa sì che ogni parlante di una lingua, per quanto apparentemente unica, abbia un modo di comunicare con la voce tutto suo: probabilmente un chirurgo di Modena avrà un modo di parlare diverso rispetto a un ingegnere di Lecce, ed è solo un esempio a caso.

La buona notizia è che, per quel che serve nella vita di tutti i giorni, parlare nel modo che ci è stato in parte insegnato in parte “trasmesso” è più che sufficiente.

Ma c’è una notizia ancora migliore: per quanto non ci sia nulla di male nel modo in cui già parliamo, si può imparare a comunicare ancora meglio!

parlare bene

Photo Credi: Andrea Piacquadrio on Pexel

A che serve “parlare bene”?

Può capitare, infatti, che nella vita di tutti i giorni o nel contesto lavorativo in cui ci troviamo, dobbiamo affrontare conversazioni che necessitino di chiarezza assoluta, di totale assenza di equivoci.

Pensiamo all’ambito medico, ad esempio, dove una parola può fare la differenza in situazioni estremamente delicate.

In molte altre situazioni, invece, dobbiamo catturare l’attenzione di un pubblico più o meno numeroso, ed essere convincenti e persuasivi in ciò che diciamo.

Ad esempio in una presentazione aziendale, quando ci rivolgiamo agli altri organismi della nostra azienda.

O quando vogliamo convincere un nuovo potenziale cliente o investitore a credere in noi o in un nostro prodotto.

O nei casi in cui ci troviamo a tenere lezioni o interventi formativi: saper insegnare senza annoiare è fondamentale.

Ecco, quante volte può capitarci di sentirci dire “Scusa, puoi ripetere?”?

Quante volte può succederci di “mangiarci le parole”, di trovarci di fronte a una platea distratta o di non riuscire a rendere chiaro o convincente un certo passaggio?

Tutto questo ha a che fare con la comunicazione.

Una “cattiva”, o non efficace, comunicazione non è chiara, non convince, non mantiene l’attenzione.

Una “buona” comunicazione, invece, rende chiaro, convincente e accattivante il contenuto.

Parlare bene, dunque, significa fare un uso efficace della propria voce in quanto strumento di comunicazione.

Come si può imparare a parlare bene?

E’ con questo scopo che nasce StoryVoicing, il podcast creato da Lorenzo Abagnale “il CopyVoicer” e da StoryBizz per esplorare, sviscerare e comprendere i meccanismi di funzionamento di una buona comunicazione attraverso la voce.

StoryVoicing, cover in black (by CopyVoicer + StoryBizz)

 

Perché “Story”?

Siamo pur sempre su StoryBizz, dopotutto, e sappiamo quanto sia importante la narrazione, lo storytelling, come efficace strumento di comunicazione.

In fondo, come afferma un proverbio di alcuni nativi americani, those who tell the stories rule the world (“Coloro che raccontano le storie governano il mondo”).

Governare il mondo forse no, ma saper raccontare ci aiuta moltissimo ad ottenere risultati efficaci nella nostra comunicazione.

Perché “Voicing”?

Attraverso un uso consapevole della nostra voce possiamo migliorare il nostro modo di comunicare a più livelli, che sia nella vita privata, nell’ambito professionale o, in maniera più specifica, nel mondo della comunicazione e del marketing, tanto dal vivo quanto nei sempre più numerosi media che permeano il nostro mondo.

E l’oralità non è forse la più antica forma di narrazione?

La voce nei media di oggi

Presentazioni, video-conferenze, stories sui social, canali YouTube hanno tutti una cosa in comune: nella stragrande maggioranza dei casi non possono fare a meno della parola, della voce.

Quindi perché non imparare a usare la propria voce per “parlare bene”?

Questo progetto, in particolare, è un podcast: un medium relativamente nuovo che si sta facendo sempre più spazio tanto tra i consumatori quanto negli strumenti di marketing e comunicazione di imprese e media companies.

Ed è con un occhio di riguardo ai podcaster, già attivi o ancora potenziali, che StoryVoicing si rivolge.

A chiunque abbia intenzione di prendere un microfono e avviare un progetto attraverso il quale raccontare, attraverso la voce, la propria storia o le proprie storie a chiunque abbia voglia di ascoltarle.

Perché, in fondo, è un momento d’oro per avviare un podcast.

Un’esperienza tra voce e comunicazione

Con StoryVoicing, dunque, StoryBizz e il sottoscritto Lorenzo Abagnale, che ha fatto dell’unione di voce e comunicazione la sua principale competenza, vi condurranno in un viaggio per conoscere sempre meglio e utilizzare sempre più efficacemente la vostra voce.
A partire dal primo episodio…

Buon ascolto!

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