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AL – Carta 2A – I KPI

I KPI in Your Change® Canvas

La carta dei KPI con coordinata 2A è la prima sulla linea narrativa del dato oggettivo del Canvas, quello definito più superficiale, e in verticale si colloca all’ingresso del nuovo mondo. La chiamata all’azione è stata accettata.
Sul fronte appare un grafico, una linea rossa, che descrive un percorso irregolare con tendenza indubbiamente crescente. Questo progredire suscita ottimismo: qualsiasi sia la metrica rappresentata da quel grafico, preannuncia qualcosa di buono.
Ma guardando con maggiore attenzione si nota che nel lato destro, dove di solito sono rappresentanti i dati più recenti, il grafico si sdoppia. Questo sviluppo non sembra affatto razionale: un grafico che inizia con una unica linea solitamente finisce allo stesso modo.
Per chi fosse dotato di un minimo di immaginazione si potrebbe addirittura individuare nella parte sdoppiata una sorta di sospetta lingua biforcuta.
Vediamo di chiarire.
Come abbiamo accennato all’inizio, la carta rappresenta l’area dei KPI, i Key Performance Indicator, sulla sezione verticale del Canvas indicata come ‘Il nuovo mondo’.
Questo passo narrativo è il secondo dei 5 del Canvas e rappresenta il momento nel quale il nostro eroe, avendo accettato la chiamata all’azione, deve crearsi un immaginario futuro.  Questo gli serve per potersi orientare in un mondo (organizzativo), che non solo non conosce, ma che  deve addirittura avere la presunzione di saper conoscere meglio degli abitanti stessi.
La carta si trova sulla prima linea narrativa, quella della superficie, del ‘DATO’ oggettivo.
Coloro che scelgono questa carta amano pensare che il dato sia oggettivo di per sé – quindi fidato – e che rappresentare il mondo futuro in termini di metriche numeriche sia il modo più intellettualmente onesto che possa esistere.
Considerazione assolutamente condivisibile ma nel racconto che sto per farvi sono emerse alcune contro-indicazioni…
Seguitemi.

Il caso

Parliamo di un’azienda industriale fondata e gestita da un imprenditore che, sebbene dotato di scarsa cultura in termini di amministrazione, finanza e controllo, definiva il futuro in termini numerici assolutamente chiari: i KPI.
E’ comune la tendenza di identificare l’immaginario futuro di un’azienda attraverso un numero. I casi più frequenti si riferiscono al fatturato, al numero di dipendenti, al patrimonio netto, ma questo era un caso particolare. Il numero che l’imprenditore perseguiva da tutta la vita, sacrificando anche gli affetti più cari, era il numero di tonnellate prodotte in un anno.
Voleva a tutti i costi, arrivare a 100.000 tonnellate l’anno.
Non gli importava quale fosse il fatturato, il margine o il ritorno dell’investimento dei costosi macchinari necessari per avvicinarsi nei decenni all’obiettivo.
Non sorprende quindi che man mano questo obbiettivo si avvicinava ad essere finalmente raggiunto, l’azienda peggiorava progressivamente la sua marginalità (aveva ridotto il prezzo per aumentare le vendite). Quindi il debito per aver investito in impianti cresceva e la situazione finanziaria peggiorava, non avendo previsto che la marginalità fosse in grado di sanare il debito.
L’imprenditore si curava ben poco di questa situazione, avendo altre risorse a cui attingere. Ma avrebbe dovuto importare molto a tutti i dipendenti, perché non occorre essere esperti di finanza per prevedere una seria crisi finanziaria con la conseguente messa in discussione del proprio contratto a tempo indeterminato.
Il personale dell’azienda ha sempre assecondato il desiderio numerico del loro fondatore, perché il futuro da lui delineato era per loro chiaro, un gap tra stato attuale e stato desiderato lucido, percepito quasi con sollievo.
Il risultato: l’azienda ora produce 100.000 tonnellate l’anno ma si trova in concordato preventivo e ad un passo dal fallimento.
Qual è la morale?
Il retro di questa carta, che rimane senza dubbio una delle più potenti nell’ambito del management, ce lo svela:

I dati, i nostri KPI, rappresentano il mondo in modo oggettivo o soggettivo?

Vale la pena fare qualche riflessione in merito…

Testi e Voce narrante – Alessandro Lotto

Testo originale sigla – produzione – montaggio – redazione a cura di  Storybizz

Jingle inziale – Andrea Usai – Wogiagia

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