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066 Intervista a Carlotta Silvestrini – Rebranding e narrazione

Carlotta Silverstrini è Managing Partner & Senior Rebranding Consultant presso RBHQ. Nasce come grafica webdesigner, si definisce un po’ nerd, ma con l’avvento del codice di programmazione intuisce che questa non è la sua strada: si considera più esperta nel risolvere problemi. Quindi le aree da colpire sono la strategia, la definizione di una vision nel posizionamento di marca e nel rebranding. Ma le aziende che affianca diventano sempre più grandi e complesse e quindi cerca alleati, che la aiutino con i numeri. Federico Rossi e Mauro Casagrande diventano suoi soci in RBHQ. Il primo forte nel settore finanza e controllo; il secondo nell’area operazione straordinaria (M&A).

 

Carlotta Silvestrini

 

Un prodotto straordinario comunicato male è un prodotto che di fatto non esiste, 

perché non può avere di fatto un mercato che lo recepisca come risposta

ai suoi bisogni. 

Carlotta Silvestrini

 

 

RBHQRBHQ

RBHQ è una società di consulenza strategica al servizio di imprese, che non vogliono smettere di innovare, ‘rinnovarsi’ e rischiare per raggiungere il loro massimo potenziale.

Il mercato attuale si dimostra sempre più instabile, determinato da veloci cambiamenti e imprevisti, e ciò che può fare la differenza sono modelli di business studiati a fondo, capaci di cogliere i mutevoli bisogni dei consumatori, e di delineare una forte identità aziendale che riesca ad imporsi sulla concorrenza.

L’approccio di RBHQ e dei suoi partner è autentico, finalizzato al bene dell’impresa e focalizzato su una crescita che il team chiama ‘disciplinata’.

 

Carlotta Silvestrini ci spiega cosa significa ‘crescita disciplinata’. Si tratta di un percorso studiato su una serie imprescindibile di passaggi:

  1. Analisi dei dati su persone e prodotti, che portano ad una conoscenza approfondita dell’azienda e del mercato in cui opera
  2. Definizione degli obiettivi, della vision, affinché l’identità aziendale venga alla luce forte e coesa
  3. Progettazione di un percorso di crescita capace di colpire il mercato desiderato e pertinente al prodotto
  4. Mentorship: un supporto continuativo in più aree di intervento per la messa in opera della strategia di crescita

Un approccio che Carlotta Silvestrini definisce ‘agile’, perché costituito da passi prestabiliti e realizzato nella totale trasparenza e condivisione con il cliente, costantemente informato sui progressi.

Rebranding e narrazione: come fare?

Il core dell’intervista a Carlotta Silvestrini è incentrato su come la narrazione – lo storytelling – può aiutare a riposizionare una marca. Si parte dalla situazione attuale in cui la pandemia in atto (Covid-19) ha alimentato una crisi economica importante, che costringe le aziende ad una profonda autoanalisi ed in alcuni casi ad un completo rinnovamento.

Ci siamo soffermate su alcuni punti fondamentali, che possono aiutare le imprese a riposizionarsi e a comunicare il nuovo asset in modo corretto.

Vediamo di riassumere gli step salienti per raggiungere lo scopo. Carlotta ci dice che:

  1. La conoscenza del brand in tutti i suoi aspetti è fondamentale. Stabilire in cosa crede l’imprenditore e i valori, che desidera portare sul mercato, permette di avere chiaro il messaggio da comunicare.
  2. La narrazione aiuta sicuramente l’attività di rebranding.  Questa lavora sull’intangibile e su ciò che viene percepito a patto che si sia effettuata una profonda introspezione alla ricerca di una nuova identità di marca.
  3. La coerenza narrativa è fondamentale e deve corrispondere a tutte le attività di brand management e riflettersi nei canali di comunicazione. Le azioni intraprese diventano così utili e non un semplice appello alle emozioni del momento.
  4. La leva di persuasione più potente per un’azione di rebranding attraverso la narrazione è l’autenticità. Il pubblico la percepisce immediatamente. Se il messaggio è vero funziona.
  5. I canali da usare sono quelli del pubblico target, le cui abitudini di consumo vanno studiate a fondo per poterlo incontrare.
  6. Adattare la situazione alla strategia e non vice-versa. Si parte dalla realtà e non da un pensiero su di essa per rinnovarsi.
  7. Scegliere le tecniche narrative per comunicarsi (storytelling) significa anche un cambio di mentalità. Si passa dalla paura di svelare i propri segreti alla volontà di essere autentici ammettendo vittorie ma anche errori e fallimenti.
  8. Per cambiare mentalità è utile informarsi, studiare e approfondire le proprio conoscenze nel campo della comunicazione così come la capacità di ascolto profondo del brand in questione.
  9. La qualità di un prodotto non è un elemento differenziante. Sono importanti le sensazioni e le percezioni legate ad esso così come il chiedersi ‘perché’ il mio cliente dovrebbe scegliere il nostro prodotto piuttosto che un altro ed essere in grado di comunicarlo.

Questo e molto altro nell’intervista, se vuoi approfondire non ti resta che infilare le cuffie e cliccare sul play!

Anna Caccia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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