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064 Social Innovation e Startup

Nuove risposte per nuovi problemi

La pandemia che stiamo affrontando proprio in queste settimane sta avendo un impatto dirompente su tutti noi e sul mondo come siamo stati abituati a conoscerlo finora.

Ma questo è solo un esempio eclatante per rappresentare i tanti fenomeni che negli ultimi decenni hanno contribuito a trasformare numerosi settori.

Per esempio, sono aspetti dominanti del nostro tempo e hanno richiesto e richiedono risposte sempre nuove:

  • la globalizzazione,
  • le crisi finanziarie ricorrenti,
  • l’inquinamento e il cambiamento climatico,
  • l’aumento e l’invecchiamento della popolazione mondiale,
  • la scarsità di risorse naturali.

Le innovazioni servono proprio ad affrontare queste sfide.

Sono davvero tanti i casi di innovazioni che, infatti, hanno contribuito a migliorare il tenore di vita delle persone e a bilanciare le esigenze economiche e la salvaguardia del pianeta.

Questi miglioramenti possono essere definiti come “innovazioni sociali”.

Le innovazioni sociali sono innovazioni che rispondono alle necessità della collettività proponendo nuove idee utili a risolvere problemi sociali condivisi da gruppi di individui.

L’attenzione verso il benessere delle persone è cresciuta fortementenegli ultimi anni, da parte di tutti gli attori economici principali, e con essa l’interesse nei confronti delle iniziative di Social Innovation.

E proprio di Social Innovation parliamo oggi su Storybizz.

Nella puntata odierna vedremo insieme:

 

Cos’è la Social Innovation?

Il concetto di innovazione sociale non è nuovo, ma è solo a partire dal XXI secolo che cominciano a essere studiate spiegazioni precise del fenomeno.

In tutte le definizioni via via elaborate, l’attenzione si concentra sempre sulla capacità delle innovazioni di rispondere a una domanda collettiva di bisogni nuovi, o non ancora soddisfatti, per migliorare il benessere delle persone.

La definizione di social innovation è articolata e al suo interno si possono ritrovare molteplici significati.

Per dirla in modo semplice, la Social Innovation consiste in un cambiamento nel modo di fare le cose nel contesto della collettività.

Significa creare nuove idee, prodotti, servizi che soddisfino bisogni sociali e simultaneamente creino nuove collaborazioni e relazioni.

All’origine di questi processi di innovazione ci sono bisogni insoddisfatti (per es. servizi sanitari di prossimità), risorse sprecate (il consumo di suolo), emergenze ambientali (qualità dell’aria nei centri urbani) o sociali (crescenti aree di disagio e marginalità).

 

Ambiti

Gli ambiti di azione della Social Innovation sono molto vari e possono riguardare:

  • istruzione e formazione,
  • salute,
  • protezione ambientale e diminuzione dell’inquinamento,
  • riuso ed economia circolare,
  • economia collaborativa e social housing,
  • miglioramento delle condizioni di lavoro,
  • discriminazioni sociali e disuguaglianze economiche,
  • valorizzazione culturale, creativa e artistica delle identità e dei territori.

Ad oggi, il concetto di Social Innovation è talmente esteso, che comprende al suo interno green economy, sharing economy, smart-city, innovazione nei servizi pubblici e open source, tutti con una finalità: apportare un miglioramento alla società in cui si vive.

Si può parlare di Social Innovation se si riesce ad avere un impatto sulla società e a migliorare la qualità della vita, offrendo soluzioni migliori rispetto a quelle adottate in precedenza.

 

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Photo by Ian Schneider on Unsplash

 

Differenza tra Social Innovation e Impresa sociale

Le pratiche di innovazione sociale tendono a collocarsi al confine tra non-profit, pubblico, privato e società civile – intesa come volontariato, movimenti, azione collettiva.

L’Innovazione Sociale è, quindi, trasversale e frutto di interessanti contaminazioni di valori e prospettive, ma non si traduce necessariamente in impresa sociale.

Esiste parecchia confusione nell’uso di questi due termini che non indicano la stessa cosa, anche se in alcuni casi possono coincidere.

Gli elementi essenziali dell’innovazione sociale sono l’efficacia e la sostenibilità economica della pratica innovativa.

L’ efficacia di una innovazione sociale si misura con la dimostrazione che l’idea funziona meglio delle soluzioni esistenti e genera valore per la società.

La sostenibilità economica distingue la social innovation dalle pratiche tradizionali di assistenza e promozione sociale. È la capacità di “stare sul mercato” e di finanziarsi grazie a dei ricavi generati dall’attività stessa o alla capacità di chi la promuove di dedicarvi impegno e lavoro.

 

Esempi italiani di Startup che puntano alla Social Innovation

Nell’ambito dell’innovazione sociale, in Italia sono nate diverse Startup innovative.

Senza pretese di essere esaustiva, mi piacerebbe citare alcune delle realtà nate in Italia e che si sono fatte notare.

Per esempio, il portale Reoose (il primo ecostore gratuito del riutilizzo) che permette un nuovo tipo di scambio tra gli utenti: un baratto asincrono che ci consente di riciclare oggetti che non usiamo più ricevendo in cambio crediti per ottenere altri prodotti.

In questo caso, si tratta di un progetto sostanzialmente no-profit, ma ci sono altri esempi dii vere e proprie aziende che fanno del bene alla propria comunità e creano lavoro e ritorno economico per chi fa impresa.

 

Un esempio di questo tipo è quello di Progetto Quid, brand di moda etica e sostenibile, nato dall’idea di Anna Fiscale.

Progetto Quid offre un’opportunità di lavoro sicuro a persone vulnerabili — soprattutto donne — con una difficile storia alle spalle e crea capi di abbigliamento e accessori unici, grazie a eccedenze di tessuti messe a disposizione da aziende di moda e del tessile.

Quid reinserisce le persone in difficoltà in attività produttive, che rispondono alle logiche del mercato e si fondano sulla sostenibilità ambientale e sul recupero di tessuti di qualità altrimenti inutilizzati.

 

Altro esempio di social innovation è una startup che parte da un problema concreto e trova il modo di risolverlo.

Sto parlando di Le Cicogne, il servizio che permette di trovare babysitter di fiducia velocemente attraverso una piattaforma online o via app.

Tutto nasce dall’idea della founder Monica Archibugi. Quando era studentessa, per arrotondare lavorava come “baby taxi” portando e andando a prendere i bambini che seguivano lezioni di tennis.

Poiché si era sparsa la voce, si era ritrovata piena di richieste e aveva cominciato a passarle alle proprie amiche, finite le amiche, aveva creato un gruppo Facebook segreto dove mettere in contatto domanda e offerta.

Dopo essere venuta a conoscenza di un sito estero che offriva un tipo di servizio analogo, Monica, insieme a due socie, crea Le Cicogne nel 2013 a Roma e poi espande il servizio anche a Milano.

Il sito diventa poi anche un’app e adesso Le Cicogne offre anche servizi per le aziende che vogliano agevolare la conciliazione vita-lavoro dei propri dipendenti.

 

Ascolta la puntata


Music Credit: www.bensound.com – www.soundeffectsplus.com

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