039 Intervista a Giorgio Simonelli: Media e Storytelling

Oggi #Storybizz incontra un esperto di media, Giorgio Simonelli, docente presso l’Università Cattolica di Giornalismo radiofonico e televisivo e di Storia della radio e della televisione. Con noi dialoga per capire come lo storytelling sia alla base della comunicazione mediatica.

Già in passato la scuola francese, con uno dei suoi massimi rappresentanti, Christian Metz (1931-1993),  aveva posto le basi per lo studio della struttura narrativa dei film analizzandone le scene e sviluppando nella prima metà degli anni Settanta un’analisi semiotica del cinema come racconto.

A tal proposito Giorgio Simonelli cita il suo maestro per eccellenza, Gianfranco Bettetini, autore di La conversazione audiovisiva, in cui i media vengono studiati come ‘conversazione’ con un destinatario, proprio perché portatori di un messaggio narrativo.

Tre i punti salienti dell’intervista:

STORYTELLING PER I MEDIA

Il primo passo per scrivere una storia per i media è quello di essere consapevole di voler raccontare una storia e avere qualcosa di significativo da dire. Il contenuto e la passione sono sempre due fattori fondamentali, come ci sottolinea Simonelli. A tal proposito cita un maestro, un gesuita, Luigi Bini, che gli ha insegnato a scrivere sul cinema e a costruire un discorso rigoroso nei contenuti ma obiettivo nel giudizio.

A suo avviso, raccontare presuppone sicuramente la conoscenza delle tecniche del racconto ma l’applicazione meccanica dello ‘schema narrativo canonico’ non porta necessariamente ad una buona storia se le regole dello storytelling non sono ‘creativizzate’. In più si deve sempre essere consapevoli che si scrive per qualcuno, per un pubblico che è sempre presente anche se – come nel caso dei media (radio, TV, cinema) – non si vede.

RUOLO DELLO SPEAKER

Una volta che si ha una storia, un tema da discutere, ciò che fa la differenza è la voce che la trasmette.

Che sia lo speaker per la radio, un attore per il cinema o il presentatore in TV ciò che deve essere distinguibile è il timbro della voce e lo stile enunciativo. Queste sono le qualità, che devono emergere in assoluto per chi veicola un contenuto.

Due sono gli speaker, che piacciono a Giorgio Simonelli per professionalità e spontaneità: Fiorello di Viva Radio 2 , condotto con Marco Baldini, e Fabio Volo ne Il Volo del Mattino, entrambe trasmissioni radiofoniche; la prima, di Fiorello, andata in onda anche su Rai Uno nel 2008.

Viva Radio 2 Minuti (Fiorello e Marco Baldini, RAI UNO, 22 maggio 2008)

AUDIENCE

Ed infine c’è il pubblico: da sempre ha un ruolo fondamentale per chi fa comunicazione.

Al pubblico si deve costanza e qualità ma l’audience può aumentare anche con prodotti che sono trash, ‘volutamente fatti male’, come ci dice Simonelli. Da qui nasce ‘la dittatura dell’audience’: si conosce quasi tutto del pubblico, lo si targettizza anche nei comportamenti per dargli ciò che vuole.

Ma ciò che alla lunga premia non è sacrificare il proprio gusto, le proprie idee solo per avere un seguito nei canali ufficiali, perché la storia dei media dimostra che ciò che vale ha comunque sempre una durata.

Un esempio può essere lo sport: Simonelli parla dello sport come fenomeno mediatico. Quello capace di  generare attraverso lo storytelling di una diretta di calcio o di una corsa automobilistica, che si gioca tra regole narrative e imprevisti della gara, un pubblico fortemente partecipativo, che rimane fedele nel tempo.

Photo credit by Gabriella Volpiano

Intervista di Anna Caccia