010 Storytelling e Archivi. Dalla fonte alla narrazione #2

Nell’ultima puntata di storybizz: Storytelling e archivi: dalla fonte alla narrazione #1
abbiamo affrontato i seguenti temi:

– Perché le fonti d’archivio sono importanti per fare narrazione d’impresa?
– Quali casi italiani si possono consultare per avere un’idea più chiara sull’argomento?
Proseguiamo oggi sullo stessa tema con la decima puntata: Storytelling e archivi: dalla fonte alla narrazione #2.

La puntata è divisa in tre parti:

Nella prima presentiamo Il piccolo Museo del Diario

Interessante caso di valorizzazione di un archivio con le tecniche narrative.
Tutto ha inizio nel 1984 quando il giornalista Saverio Tutino   fonda a Pieve Santo Stefano in Toscana, un luogo in cui raccogliere le scritture autobiografiche degli italiani.
Nasce quindi un archivio pubblico del diario e nel 1991 viene fondata una Onlus la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale.
Nel 2011 l’Archivio produce uno spettacolo teatrale, Il paese dei diari, scritto e diretto da Mario Perrotta, e questo spettacolo ispira la realizzazione del Piccolo museo del diario.
Cos’è il museo del diario?
E’ la trasposizione multimediale dei diari, un percorso multisensoriale e interattivo che racconta le 7.500 storie raccolte.

Piccolo Museo del Diario_dalla fonte alla narrazione_credits Burroni
Piccolo Museo del Diario_fonte e narrazione_credits Burroni

Il Piccolo museo del diario è stato progettato dallo studio dotdotdot e in qualche modo rappresenta un esempio di transmedia storytelling applicato a materiale di tipo archivistico.

Nella seconda parte presentiamo il celebre caso studio Facebook 1914.

Immaginate se Facebook fosse esistito un secolo fa..
Si tratta della campagna social promossa dal Musée de la Grande Guerre du Pays de Meaux
e realizzata dall’agenzia di comunicazione parigina DDB .
L’obiettivo iniziale della campagna era quello di intercettare il pubblico giovane, poco avvezzo diciamo a frequentare un museo di quel tipo e sono andati letteralmente a pescarli nei loro luoghi di frequentazione mediale.
Nasce quindi un personaggio virtuale, Leon Vivien che attraverso la fan page di Facebook, a lui dedicata, racconta la sua vita al fronte durante la prima guerra mondiale, per 10 mesi, giorno per giorno, a partire a partire dalla data fittizia del 28 giugno 1914 e fino alla sua morte avvenuta nella data, sempre fittizia, del 23 maggio 1915 all’età di 30 anni.
La campagna ha utilizzato fotografie e documenti provenienti dall’archivio del Museo e in realtà i suoi esiti sono andati ben oltre le previsioni iniziali.
Parliamo di ROI.

La pagina ha collezionato 64.000 iscritti, i primi 50.000 in sole 2 settimane.

Nel finale di puntata abbiamo riscritto la storia di Leon.

Immaginatelo stupito nel vedere se stesso al comando dei pulsanti social, mentre racconta la sua vita e la guerra.

Premete il play per scoprire il resto.