Ascolta “005 Intervista ad Andrea Fontana – di Federica Rondino” su Spreaker.

005 Intervista ad Andrea Fontana. Tra Brand Activism e racconto politico

Siamo ancora noi a definire la nostra personale narrazione o sono i marchi a farlo?
Quali sono  le nuove sfide che si trovano a dover affrontare le imprese?
Brand Activism, tecnoinconscio: solo parole o realtà? Come sta cambiando il racconto politico?

Questi sono solo alcuni degli argomenti di cui abbiamo discusso con Andrea Fontana raggiunto telefonicamente per fare chiarezza sui temi più caldi di questo momento. Uno dei massimi esperti di storytelling si è soffermato a discutere con noi del presente di chi si occupa di impresa e di quelli che saranno gli scenari futuri. Il corporate oramai si trova a dover affrontare una nuova sfida: dare un significato a pubblici sempre più frammentati. I brand, i marchi, hanno compreso che devono oramai posizionarsi su grandi temi e stanno così diventando attivisti sociali. Per questo si è iniziato a parlare di brand activism.
I grandi brand in qualche modo assumono un ruolo che prima era appannaggio di altre istituzioni. Come può lo storytelling aiutare le imprese in questa operazione?  Per saperlo ascolta l’intervista ad Andrea Fontana.

(Quelle che seguono sono pillole di quanto emerso durante l’intervista telefonica)

pubblico frammentato e Brand activism

Se da una parte si parla di Brand Activism, dall’altra si ha a che fare con pubblici frammentati. Le persone, infatti, si raccontano nei media, soprattutto nei social media, attraverso pezzi di vita. Così facendo perdiamo la nostra identità e la relazione con marchi e istituzioni.
Quelli che per noi sono solo frammenti di vita, però, per un esperto diventano materiale per ricostruire un profilo che nemmeno l’utente sapeva di avere.
Cosa ne pensa Fontana della dichiarazione di Robert High secondo cui a breve ci saranno sistemi capaci di analizzare la personalità degli individui (fonte:  articolo di Matthew Hutson su “The Atlantic”)?
“Prima di comprendere fino in fondo la personalità umana ci vorrà molto tempo e non so se sarà mai possibile”.

Brand Activism

 

Storytelling: l’importanza del tatto

Nelle scienze della narrazione i racconti si incarnano: un sistema di valori, un posizionamento esistenziale deve sempre avere un risultato fisico. Nel momento in cui mi racconto devo pensare sempre a dove andrà a finire il mio racconto. Ed è per questo che l’organizzazione fisica della narrazione è una delle riflessione progettuali più importanti che si devono fare.

Storytelling politico

Lo Storytelling non riguarda solo il campo corporate, ma entra pienamente nella politica. Andrea Fontana si è lasciato andare ad alcune riflessioni sulla narrazione politica attuale. Stiamo assistendo, infatti, a una radicalizzazione molto forte di quello che è il racconto politico. Esso diventa sempre più noi/gli altri – buoni/cattivi.
Per un politico non si tratta più di essere coerente con la propria narrazione, ma solo di creare messaggi capaci di ingaggiare il pubblico anche solo per un giorno.
Fontana ha spiegato come, tra chi si occupa di narrazione politica, vi sia un dibattito molto acceso. Infatti il politico oggi sembra non essere più un leader politico, ma un follower.
Sono i leader politici a creare il racconto politico, oppure sono essi stessi prigionieri di una serie di esigenze del pubblico che trasforma il racconto in micro messaggi?
Siamo in balia della “fast emotional politics”.

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